Avere liquidità sul conto corrente dà una sensazione di sicurezza.
Sapere di poter affrontare un imprevisto, una spesa importante o un periodo economicamente più complesso senza dover vendere investimenti o chiedere finanziamenti è un vantaggio concreto; per questo motivo la liquidità ha un ruolo fondamentale nella gestione del patrimonio.
Il problema nasce quando la liquidità accumulata supera ciò che realmente serve.
Molte persone si trovano in questa situazione: hanno lavorato, risparmiato con costanza e costruito un capitale significativo, ma non hanno mai definito quale sia la quantità di denaro effettivamente necessaria da mantenere disponibile.
Quanta liquidità è davvero utile tenere sul conto?
La risposta non è uguale per tutti. Dipende dalla situazione personale, dagli obiettivi, dalla stabilità del reddito e dalla capacità di affrontare eventuali imprevisti: l’obiettivo è trovare un equilibrio tra sicurezza e gestione efficiente del patrimonio.
Nell’articolo precedente abbiamo visto perché avere una somma importante sul conto non significa automaticamente essere più protetti. Il passaggio successivo è capire quale sia la quantità di liquidità realmente necessaria e quale parte, invece, potrebbe essere destinata ad altri obiettivi.
Il concetto di fondo di emergenza
Uno dei primi elementi da valutare è il cosiddetto fondo di emergenza.
Si tratta di una somma destinata a coprire situazioni non previste, come:
- perdita temporanea del reddito;
- problemi familiari;
- spese mediche;
- interventi sulla casa;
- riparazioni importanti.
Non esiste una cifra valida per tutti, ma spesso si ragiona in termini di mesi di spese. Immaginiamo una famiglia con spese mensili complessive di 3.000 euro. Una riserva pari a 6-12 mesi di spese potrebbe significare mantenere una liquidità compresa indicativamente tra 18.000 e 36.000 euro, ma questa cifra andrebbe sempre adattata alla situazione personale.
Una persona con un reddito stabile e poche responsabilità potrebbe avere esigenze diverse rispetto a una famiglia con figli, un lavoratore autonomo o una persona vicina alla pensione.
Occorre quindi chiedersi: “Se domani accadesse qualcosa di imprevisto, quale somma mi permetterebbe di affrontarlo senza ansia?”
Quella cifra rappresenta una base ragionevole per la propria riserva.
Perché alcune persone tengono troppa liquidità?
Molte persone mantengono sul conto somme superiori alle loro reali necessità per motivi comprensibili.
Spesso alla base ci sono esperienze personali:
- crisi economiche vissute in passato;
- paura di perdere i propri risparmi;
- mancanza di conoscenza dei mercati finanziari;
- timore di fare la scelta sbagliata.
La prudenza è una qualità importante nella gestione del denaro, ma può trasformarsi in un limite quando porta a lasciare inutilizzato un capitale per molti anni senza una motivazione precisa.
Il rischio è confondere sicurezza con immobilismo.
I costi nascosti della liquidità eccessiva
A fronte del vantaggio costituito dalla disponibilità immediata, tenere liquidità comporta anche un costo. Anzi, due.
Il primo costo, certo, è la perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione. Come abbiamo già detto, il costo della vita aumenta nel tempo: una somma lasciata completamente ferma potrebbe permettere di acquistare meno beni e servizi rispetto al passato.
Il secondo costo, probabile, è il cosiddetto costo-opportunità. Ovvero, in altre parole, la risposta alla domanda: “Quanto avrebbe reso quel denaro se lo avessi investito durante il periodo di tempo che è rimasto fermo?”.
Quali fattori determinano quanta liquidità tenere?
Per capire quale sia la cifra più adatta, è utile considerare alcuni elementi.
1. Stabilità del reddito
Un lavoratore dipendente con un reddito stabile potrebbe avere esigenze diverse rispetto a un libero professionista con entrate variabili.
Maggiore è l’incertezza del reddito, maggiore potrebbe essere la necessità di una riserva.
2. Età e fase della vita
Una persona giovane potrebbe avere un orizzonte temporale molto lungo.
Una persona vicina alla pensione potrebbe attribuire più importanza alla stabilità e alla disponibilità immediata.
3. Obiettivi futuri
La liquidità necessaria cambia se sono previsti:
- acquisto di una casa;
- aiuto ai figli;
- cambio lavorativo;
- spese importanti nei prossimi anni.
Il denaro destinato a un obiettivo vicino nel tempo ha una funzione diversa dal capitale destinato al lungo periodo.
4. Capacità di sopportare le oscillazioni
Due persone con lo stesso patrimonio possono avere esigenze diverse.
Una potrebbe sentirsi tranquilla investendo una parte del capitale.
Un’altra potrebbe vivere ogni oscillazione come una fonte di forte preoccupazione.
La componente emotiva è un elemento reale della pianificazione finanziaria.
Conto corrente, conto deposito o strumenti finanziari?
Quando si parla di liquidità, spesso si pensa soltanto al conto corrente.
In realtà esistono diverse possibilità per gestire somme destinate a essere disponibili nel breve periodo.
La scelta dipende da:
- orizzonte temporale;
- necessità di accesso al denaro;
- rendimento atteso;
- livello di rischio accettabile.
Alcune persone valutano strumenti specifici per la gestione della liquidità, mentre altre preferiscono mantenere una parte completamente disponibile.
Una volta definita la quantità di liquidità necessaria, la domanda successiva diventa: dove custodire questa parte del patrimonio? Lasciarla sul conto corrente, utilizzare un conto deposito o valutare strumenti dedicati alla gestione della liquidità? Nel prossimo articolo analizzeremo le differenze tra queste soluzioni.
L’errore da evitare: cercare una regola valida per tutti
Spesso si cercano formule semplici:
“Devo tenere sei mesi di spese.”
“Devo avere il 10% del patrimonio liquido.”
“Devo lasciare sempre una certa cifra sul conto.”
Queste indicazioni possono essere utili come punto di partenza, ma non possono sostituire una valutazione personale. La gestione della liquidità non è una questione matematica ma, piuttosto, di equilibrio.
Invece di chiedersi: “Quanto devo tenere sul conto?” potrebbe essere più utile chiedersi: “Quanta liquidità mi serve davvero per vivere tranquillo e raggiungere i miei obiettivi?”
La risposta cambia da persona a persona.
Una buona gestione finanziaria non significa eliminare la liquidità, ma darle un ruolo preciso in modo che diventi sufficiente per proteggere il presente, senza diventare un ostacolo alla costruzione del futuro.
Conclusione
Avere una riserva di liquidità è una scelta prudente e intelligente, permette di affrontare gli imprevisti e di prendere decisioni senza essere costretti dalla necessità.
Allo stesso tempo, accumulare somme molto superiori alle proprie esigenze e lasciarle ferme per anni può avere un costo in termini di potere d’acquisto e opportunità mancate.
La soluzione dipende dalla situazione personale, dagli obiettivi futuri e dal livello di tranquillità che si desidera mantenere.
Se vuoi capire se la tua attuale gestione della liquidità è coerente con i tuoi progetti, contattaci e chiedici un confronto per analizzare la tua situazione e valutare un percorso organizzato.
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