Quando un figlio diventa maggiorenne, tutto cambia. Ha nuovi diritti, nuove responsabilità, nuove libertà. E se da genitore vuoi davvero fare qualcosa che abbia impatto sul suo futuro, smetti di pensare a regali banali e inizia a ragionare in termini di sicurezza finanziaria. Sì, proprio così. Perché oggi parliamo di una scelta concreta e lungimirante: aprire un fondo pensione per i figli maggiorenni.
Non è solo un modo per risparmiare, è una vera e propria strategia che può fare la differenza tra un figlio che domani si ritrova in difficoltà… e uno che avrà un paracadute solido, costruito con intelligenza e anticipo.
Perché aprire un fondo pensione quando tuo figlio ha appena compiuto 18 anni
Lo so, “pensione” e “giovane” sembrano due parole che non stanno mai nella stessa frase. Ma ti assicuro che è proprio in quel momento che ha più senso iniziare. Perché?
Perché più tempo hai davanti, più il capitale cresce con meno sforzo. Non si tratta di versare cifre enormi, anzi. Bastano anche poche decine di euro al mese per costruire, anno dopo anno, qualcosa che nel tempo può trasformarsi in una vera rendita.
E poi c’è una cosa ancora più importante: non si costruisce una mentalità previdente quando si è già nei guai. Si inizia quando si è giovani, con piccoli gesti che nel tempo diventano abitudini. Aprire un fondo pensione a tuo figlio è un modo pratico per educarlo alla pianificazione, senza fare discorsi astratti.
Cos’è un fondo pensione per figli maggiorenni e come funziona davvero
Un fondo pensione è un piano individuale che permette di accumulare risparmio nel tempo per poi convertirlo, alla pensione, in una rendita o in un capitale. Funziona come una “cassaforte a lungo termine” in cui si versa denaro in modo periodico (mensile, trimestrale, annuale) o occasionale.
Se il figlio è maggiorenne, puoi:
- aprire un fondo pensione intestato direttamente a lui, versando come “contribuente terzo”
- oppure incoraggiarlo ad aderire in autonomia, magari supportandolo nei primi anni
Il vantaggio? Tutto quello che versi rimane suo, cresce nel tempo e potrà decidere lui se convertirlo in rendita, prenderlo in parte come capitale, oppure usarlo in anticipo in caso di necessità (vedremo tra poco come).
I vantaggi fiscali? Ci sono, e sono tutt’altro che trascurabili
Uno dei motivi per cui ha senso iniziare ora è che i fondi pensione sono tra gli strumenti più vantaggiosi fiscalmente in Italia. Anche se tuo figlio non ha ancora reddito, puoi comunque versare tu e dedurre i contributi fino a 5.164,57 euro all’anno dalla tua dichiarazione dei redditi.
Sì, hai capito bene. Tu versi, il fondo cresce e paghi anche meno tasse. Una tripla vittoria, senza contare che:
- i rendimenti generati dal fondo sono tassati in modo agevolato rispetto ad altri strumenti di risparmio
- al momento dell’erogazione finale (alla pensione), la tassazione è molto più bassa rispetto a uno stipendio o a una rendita normale
In sintesi: meno tasse oggi, più libertà domani. E chi riesce a dire lo stesso di un buono fruttifero o di un libretto postale?
Quando ha davvero senso far partire un fondo pensione per tuo figlio
Certo, potresti pensare: “ma se non lavora, a cosa serve?”. E invece è proprio lì il punto.
Il fondo pensione per un figlio maggiorenne ha senso anche se studia o lavora saltuariamente, perché gli permette di iniziare con piccoli versamenti e godere del vero superpotere della finanza: l’interesse composto nel lungo periodo.
Ci sono diversi momenti ideali per aprirne uno:
- subito dopo la maggiore età, magari come regalo per i 18 anni
- durante gli studi universitari, quando inizia ad assumersi le prime responsabilità
- all’inizio del primo lavoro, anche se precario o part-time
- quando riceve una somma in eredità o un piccolo capitale da gestire
In tutti questi casi, iniziare presto fa la differenza. Anche perché il fondo, una volta aperto, può rimanere “in standby” nei momenti di pausa e riprendere in quelli attivi, senza perdere nulla di quanto accumulato.
Quanto versare? Meno di quanto pensi
Qui viene il bello: non serve essere ricchi per costruire un fondo pensione solido. Bastano piccole cifre, ma costanti.
Il vero trucco è la regolarità. Un versamento mensile da 50 euro equivale a 600 euro l’anno. In 20 anni, con una rivalutazione media del 3-4%, può arrivare a generare una base solida di diverse migliaia di euro. E se tuo figlio inizierà a contribuire con risorse proprie dopo qualche anno, il capitale crescerà ancora più in fretta.
Ecco un breve elenco con i motivi per cui vale la pena iniziare con poco:
- l’interesse composto lavora meglio con il tempo che con l’importo
- la regolarità forma un’abitudine utile per tutta la vita
- versamenti piccoli sono sostenibili anche nei momenti economicamente più difficili
- puoi sospendere e riprendere in qualsiasi momento, senza penalità
- tuo figlio può imparare la disciplina del risparmio senza dover affrontare cifre impegnative
Cosa succede quando il figlio inizia a lavorare davvero
Quando tuo figlio entra nel mondo del lavoro in modo stabile, la gestione del fondo diventa ancora più interessante. A quel punto può:
- decidere di continuare i versamenti con risorse proprie
- spostare il fondo presso un’altra compagnia o aderire a un fondo chiuso se lavora in un settore specifico
- richiedere che il datore di lavoro versi il TFR nel fondo pensione, aumentando così il capitale finale
Tu, intanto, hai già fatto la tua parte: gli hai regalato un vantaggio concreto. Non solo economico, ma anche strategico.
I vantaggi nascosti che nessuno ti racconta
Oltre ai benefici fiscali e previdenziali, i fondi pensione offrono altri vantaggi molto pratici. Ad esempio, sono:
- impignorabili e insequestrabili: se tuo figlio dovesse avere problemi economici o legali, il capitale del fondo resta intatto
- esclusi dall’ISEE: quindi non vanno a incidere negativamente su borse di studio, bonus o sconti universitari
- riscattabili parzialmente in caso di gravi necessità (malattia, acquisto prima casa, spese straordinarie)
Tutte caratteristiche che li rendono strumenti di protezione patrimoniale, oltre che di risparmio. E non è poco.
Come scegliere il fondo pensione più adatto a tuo figlio
Qui serve un minimo di attenzione. Perché non tutti i fondi pensione sono uguali. Alcuni hanno costi esagerati, altri rendimenti poco trasparenti, altri ancora rigidità nella gestione.
Cosa devi guardare?
- i costi di gestione: più sono bassi, meglio è (soprattutto per piccoli capitali)
- la storia dei rendimenti: senza farti abbagliare da un solo anno buono
- la composizione del comparto: un figlio giovane può puntare su un comparto dinamico o azionario
- la flessibilità dei versamenti: puoi fermarti, riprendere o aumentare quando vuoi
- la possibilità di gestione online, utile per abituare tuo figlio all’autonomia finanziaria
Se non sai da dove cominciare, meglio affidarsi a un consulente indipendente, non legato a una compagnia. Così puoi scegliere con criterio, senza pressioni commerciali.
Quando non ha senso aprire un fondo pensione
Sì, ci sono anche casi in cui non conviene farlo. O almeno, non subito.
Se:
- hai bisogno di liquidità a breve termine
- tuo figlio non ha ancora codice fiscale italiano
- la famiglia è già in difficoltà con coperture assicurative essenziali (malattia, invalidità)
- preferisci costruire prima un fondo di emergenza per spese impreviste
Allora meglio rimandare di qualche mese, sistemare le priorità, e tornare sull’idea con calma.
Più che un fondo, un messaggio forte per il futuro
Aprire un fondo pensione per un figlio maggiorenne non è un gesto qualsiasi. È un modo per dirgli: “sto pensando a te, non solo oggi ma anche per quando sarai grande”.
È una forma di educazione. È un modo concreto per seminare indipendenza, lungimiranza e sicurezza.
In un mondo dove la pensione pubblica sembra sempre più incerta, chi parte prima arriva meglio. E se il primo passo lo fai tu per lui, gli darai un vantaggio che nessun altro regalo può offrire.
Dopotutto, il futuro dei nostri figli non si protegge con le promesse. Si costruisce con scelte intelligenti, fatte oggi.
Se vuoi approfondire il tema, contattaci per una consulenza gratuita!