Questo articolo è un po’ più tecnico degli altri che trovi sul blog, e lo diciamo subito perché è giusto che tu lo sappia prima di iniziare a leggere. Parliamo anche di leva finanziaria e futures, è necessario per capire davvero cosa fa NTSG serve entrare un po’ più nel dettaglio del solito. Se sei arrivato fin qui è perché probabilmente hai già una discreta base di conoscenza sugli ETF, quindi andiamo dritti al punto senza troppi giri di parole.
Innanzi tutto, cosa significa “Efficient Core”? È il nome che WisdomTree ha dato a una famiglia di ETF che prova a fare una cosa concettualmente semplice ma tecnicamente complessa, cioè ottenere più esposizione al mercato di quanta te ne dia il capitale che investi, senza però usare un conto a margine o strumenti derivati che devi gestire tu direttamente. In pratica, dentro un unico ETF trovi sia azioni vere e proprie sia futures su obbligazioni governative, e la combinazione dei due produce un’esposizione complessiva pari al 150% del capitale investito. È leva finanziaria, ma incapsulata dentro un ETF UCITS che chiunque può comprare da un conto titoli normale, senza aprire un conto a margine e senza dover gestire chiamate di margine.
Come funziona NTSG nello specifico
NTSG è il WisdomTree Global Efficient Core UCITS ETF, quotato anche su Borsa Italiana, con ISIN IE00077IIPQ8 e un TER dello 0,25%. È nato il 5 novembre 2024, quindi ha ancora poco storico alle spalle, e gestisce circa 80 milioni di dollari di masse: un fondo di nicchia se paragonato ai giganti da decine di miliardi come VWCE, ma comunque uno strumento liquido e negoziabile senza problemi.
La struttura è questa: il 90% del capitale è investito in azioni large cap dei mercati sviluppati globali, replicando sostanzialmente un paniere simile a quello di un ETF World tradizionale. Il restante 10% del capitale viene usato come margine per aprire posizioni in futures su titoli di stato globali, dimensionate in modo da ottenere un’esposizione obbligazionaria pari al 60% del capitale totale. Sommando le due componenti, l’esposizione complessiva arriva al 150% del capitale investito: 90% azioni più 60% obbligazioni tramite futures. Questo è esattamente il motivo per cui NTSG viene spesso descritto come un portafoglio 60/40 a leva 1,5.
Il punto chiave da capire è che non stai comprando un fondo che investe il 150% del tuo capitale prendendo soldi in prestito in senso classico. Stai comprando un fondo che usa un margine relativamente piccolo, quel 10% residuo, per controllare una posizione molto più ampia sui futures obbligazionari, esattamente come farebbe un trader istituzionale. Il fondo si occupa di tutta la gestione operativa, incluso il rinnovo periodico dei contratti futures in scadenza, quello che tecnicamente si chiama roll.
Perché un 60/40 a leva 1,5 può battere il 100% azionario, anche sul CAGR
Qui arriviamo al cuore dell’argomento, e probabilmente al motivo per cui hai cliccato su questo articolo. L’intuizione comune è che un portafoglio 100% azionario debba per forza avere un rendimento composto annuo più alto di un 60/40, semplicemente perché le azioni rendono di più delle obbligazioni nel lungo periodo. Questa intuizione è corretta se confronti un 60/40 senza leva con un 100% azionario. Cambia tutto, però, se al 60/40 applichi una leva.
Il ragionamento si basa su un concetto che in finanza si chiama diversification return, o anche rebalancing bonus. Quando combini due asset che non sono perfettamente correlati tra loro, come azioni e obbligazioni, il portafoglio combinato ha una volatilità inferiore alla media ponderata delle volatilità dei singoli componenti. Questo accade perché quando le azioni scendono le obbligazioni spesso tengono meglio o salgono, e viceversa, quindi le oscillazioni si compensano parzialmente. Il risultato pratico è che un portafoglio diversificato ha un rapporto rendimento/rischio, cioè uno Sharpe ratio, più alto rispetto a un portafoglio concentrato su un solo asset.
In altre parole: stai sfruttando il beneficio della diversificazione e poi, utilizzando la leva, aumenti il livello di rischio, ottenendo teoricamente un rendimento atteso più alto a parità di volatilità sopportata.
I rischi e i limiti che vanno capiti bene
Qui è dove la maggior parte dei contenuti online si ferma troppo presto, e invece è la parte più importante da capire prima di considerare uno strumento come NTSG.
Il primo limite riguarda il contesto storico. Il backtest favorevole al 90/60 si basa in larga parte su un periodo di tassi calanti, che ha reso l’obbligazionario un ottimo diversificatore e un costo del leverage contenuto. In un contesto diverso, con tassi stabili o in salita, la componente obbligazionaria può correlarsi positivamente con le azioni invece che negativamente, come è successo per esempio nel 2022, quando sia azioni che obbligazioni sono scese insieme. In quello scenario, la leva amplifica le perdite su entrambi i fronti contemporaneamente, ed è esattamente lo scenario peggiore per uno strumento come questo.
Il secondo limite riguarda i costi impliciti del leverage. I futures incorporano un costo di finanziamento legato ai tassi d’interesse a breve termine, quindi in un contesto di tassi alti il costo di mantenere l’esposizione tramite futures aumenta, riducendo il vantaggio della leva. Il TER dello 0,25% che vedi dichiarato non include questo costo implicito, che varia nel tempo in base alle condizioni di mercato e va tenuto in considerazione quando valuti il rendimento atteso reale dello strumento.
Il terzo limite è più semplice ma altrettanto rilevante: la leva amplifica anche i drawdown, non solo i rendimenti. Se il mercato attraversa una fase ribassista prolungata, un portafoglio a leva 1,5 scenderà proporzionalmente di più rispetto a uno senza leva, anche se storicamente la volatilità complessiva nel lungo periodo tende a essere simile grazie all’effetto diversificazione. Nel breve periodo, però, le oscillazioni possono essere più marcate, e questo richiede una tenuta psicologica non banale da parte dell’investitore.
Come si inserisce in un portafoglio reale
NTSG non è pensato per sostituire completamente una componente obbligazionaria tradizionale, e nemmeno per essere l’unico mattone di un portafoglio azionario. Funziona meglio come alternativa capital efficient a un investimento puramente azionario, liberando capitale che altrimenti sarebbe investito al 100% in azioni e che può essere destinato ad altre strategie di diversificazione, penso ad esempio a materie prime, oro o strategie alternative come i managed futures.
Va anche detto con chiarezza che uno strumento con leva incorporata richiede una comprensione più approfondita rispetto a un ETF World tradizionale, e non è automaticamente adatto a chiunque solo perché storicamente ha mostrato buoni numeri. La leva è uno strumento potente ma va dosata in base al proprio profilo di rischio reale, non solo a quello che si pensa di avere leggendo i backtest.
Se vuoi approfondire con noi questo o altri strumenti finanziari, oppure valutare nel complesso la tua situazione finanziaria, contattaci!