Quando una persona dispone di una somma importante da investire, una delle domande più frequenti è:
Conviene investire tutto subito oppure entrare poco alla volta?
È un dubbio molto comune, soprattutto per chi ha accumulato liquidità per anni, ha ricevuto un’eredità, ha venduto un immobile o semplicemente ha deciso che una parte dei propri risparmi non dovrebbe più rimanere ferma sul conto.
La difficoltà nasce da un conflitto molto umano: da una parte c’è il desiderio di mettere il denaro al lavoro; dall’altra c’è la paura di investire proprio nel momento sbagliato e vedere il proprio capitale diminuire subito dopo.
La risposta non riguarda però soltanto il momento di ingresso nei mercati, riguarda soprattutto il rapporto tra investimento, tempo e capacità personale di affrontare le oscillazioni.
Investire tutto subito: il vantaggio del tempo sul mercato
Investire l’intera somma disponibile in un’unica soluzione significa entrare immediatamente sul mercato con tutto il capitale.
Questo approccio ha un vantaggio importante: permette al denaro di rimanere investito più a lungo.
Nel lungo periodo, infatti, i mercati finanziari hanno storicamente premiato chi mantiene gli investimenti per periodi sufficientemente ampi. Rimandare l’investimento significa, statisticamente, rinunciare a una parte del rendimento derivante dalla crescita dei mercati.
Inoltre, cercare il momento perfetto per investire è impossibile, semplicemente perché il momento perfetto non esiste. Ne abbiamo già parlato varie volte, ad esempio nel nostro articolo su “Conviene investire ai massimi?” NON RICORDO IL TITOLO, INSERISCI LINK ALL’ARTICOLO DI BOB IL PEGGIORE INVESTITORE DEL MONDO
Molti investitori aspettano una correzione, un momento più favorevole o una maggiore tranquillità dei mercati, ma il momento ideale si riconosce soltanto dopo che è passato.
Il rischio emotivo dell’investimento immediato
Se da un lato investire subito può essere efficiente dal punto di vista finanziario, dall’altro può rappresentare una sfida psicologica.
Immaginiamo una persona che investe 100.000 euro.
Dopo pochi mesi i mercati scendono e il valore dell’investimento diventa 85.000 euro.
Anche se una diminuzione temporanea può essere normale in un investimento di lungo periodo, la reazione emotiva può essere difficile da gestire. Il pericolo maggiore non è quindi la discesa dei mercati in sé, ma il prendere decisioni sbagliate proprio nel momento peggiore:
- vendere dopo una perdita;
- interrompere il piano iniziale;
- tornare completamente alla liquidità per paura.
Per questo motivo il metodo di investimento deve essere compatibile anche con la propria capacità di sopportare temporanee oscillazioni.
Investire gradualmente: ridurre il peso della scelta iniziale
L’ingresso graduale consiste nel dividere la somma disponibile in più momenti.
Ad esempio, invece di investire 120.000 euro in un’unica soluzione, si potrebbe distribuire l’ingresso nell’arco di alcuni mesi.
L’obiettivo principale è ridurre il rischio di investire tutto proprio prima di una fase negativa dei mercati.
Questo approccio può essere utile soprattutto per chi:
- arriva da molti anni di liquidità;
- ha poca esperienza negli investimenti;
- teme fortemente una perdita iniziale;
- ha bisogno di costruire gradualmente fiducia nel proprio piano.
Il limite dell’ingresso graduale
Anche questa strategia, però, presenta un aspetto da considerare: durante il periodo in cui si investe gradualmente, una parte del capitale rimane ferma.
Se i mercati crescono nel frattempo, e statisticamente i mercati crescono per la maggior parte del tempo, chi entra poco alla volta potrebbe ottenere un risultato inferiore rispetto a chi aveva investito tutto subito.
In altre parole, l’ingresso graduale riduce il rischio psicologico, ma può avere un costo in termini di rendimento potenziale. Se avessimo a disposizione infiniti tentativi, non ci sarebbe alcun dubbio: la scelta migliore sarebbe investire tutto subito. Ma siamo umani, e come tali abbiamo a disposizione soltanto un determinato arco temporale: non possiamo ragionare solo in termini di valore atteso.
Non esiste quindi una soluzione perfetta: esistono soluzioni più o meno adatte alla situazione della singola persona.
Prima di investire bisogna definire il progetto
La decisione tra investimento immediato e ingresso graduale dovrebbe arrivare solo dopo alcune valutazioni:
Qual è l’orizzonte temporale?
Una somma destinata a un obiettivo tra pochi anni ha caratteristiche diverse rispetto a un capitale destinato alla crescita patrimoniale nel lungo periodo.
Qual è il livello di rischio accettabile?
Non basta sapere quanto rischio si vorrebbe assumere, bisogna capire quanto rischio si riuscirebbe realmente a sopportare durante una fase negativa.
Quale ruolo ha questa somma nel patrimonio?
Investire tutta la liquidità disponibile è diverso dall’investire una parte eccedente rispetto alle proprie necessità.
Prima viene la pianificazione, poi la scelta del metodo.
Un approccio equilibrato: investire con metodo, non con emozione
Per molti risparmiatori prudenti, il vero problema non è scegliere tra “tutto subito” o “un po’ alla volta”, il problema è piuttosto passare dall’incertezza a un processo organizzato e consapevole.
Un possibile percorso deve prevedere:
- una riserva di liquidità adeguata;
- la definizione degli obiettivi;
- la scelta un portafoglio coerente;
- un metodo di ingresso sostenibile;
- la disciplina che occorre per evitare decisioni dettate dalla paura o dall’entusiasmo.
L’investimento non è una scommessa sul momento giusto ma un processo costruito nel tempo.
La scelta migliore è quella coerente con il proprio piano
La domanda “investire tutto subito o entrare gradualmente?” non ha una risposta uguale per tutti.
Dal punto di vista matematico, investire immediatamente permette al capitale di rimanere investito più a lungo e, nel lungo periodo, questo può rappresentare un vantaggio.
Ma una strategia finanziaria non può essere valutata soltanto sui numeri: un piano efficace deve essere anche sostenibile dal punto di vista emotivo, deve permettere all’investitore di affrontare le inevitabili oscillazioni dei mercati senza abbandonare il percorso proprio nei momenti più difficili.
Per questo motivo, la scelta del metodo di ingresso dovrebbe essere una conseguenza di una pianificazione più ampia, che tenga conto di:
- obiettivi personali;
- orizzonte temporale;
- situazione patrimoniale;
- necessità di liquidità;
- capacità di affrontare il rischio.
Il vero errore, più che investire tutto subito o gradualmente, è prendere una decisione importante senza avere prima definito una strategia.
La gestione del patrimonio non consiste nel prevedere cosa faranno i mercati domani, ma nel costruire un percorso che abbia senso oggi e che possa essere seguito con disciplina nel tempo.
Hai una somma importante da investire e non sai da dove partire?
Gestire una liquidità accumulata negli anni, un’eredità o una somma derivante dalla vendita di un immobile richiede una valutazione attenta.
Non esiste uno strumento migliore in assoluto: esiste una soluzione più coerente con i tuoi obiettivi, il tuo patrimonio e il tuo modo di vivere il rischio.
Attraverso un confronto personalizzato possiamo aiutarti a:
- analizzare la tua situazione finanziaria;
- definire quanta liquidità mantenere disponibile;
- individuare un percorso di investimento coerente;
- costruire una strategia sostenibile nel tempo.
Richiedici subito una call conoscitiva gratuita e analizziamo insieme come possiamo aiutarti a organizzare al meglio il tuo patrimonio.